Pancia gonfia, borborigmi indesiderati, pesantezza allo stomaco e disturbi intestinali… Se questi sintomi sono il tuo pane quotidiano, forse è il momento di rivedere la tua alimentazione e le tue abitudini a tavola. Tra le bevande, alcune tornano spesso quando si parla di digestione: acqua frizzante, tisane, tè verde, kombucha o caffè. Ecco 10 bevande spesso citate, con quello che se ne dice e quello che se ne sa davvero, per sceglierle in base ai tuoi gusti e alle tue abitudini.
Bevande e digestione: cosa sapere
Nessuna bevanda sostituisce un’alimentazione varia né un pasto consumato con calma. La pesantezza nasce spesso da un pasto abbondante o grasso, mangiato troppo in fretta, oppure dallo stress. Le bevande presentate qui sono soprattutto una questione di abitudine e di gusto: si attribuiscono loro proprietà digestive, ma la maggior parte di questi effetti non è confermata.
Qualche indicazione semplice: bevi con regolarità durante la giornata e preferisci bevande poco zuccherate. Se i fastidi persistono, si ripresentano spesso o sono accompagnati da dolore, chiedi il parere del medico o del farmacista.
Quale bevanda scegliere per digerire dopo un pasto?
Nessuna bevanda fa digerire più rapidamente. Se cerchi una bevanda da bere dopo un pasto abbondante, le più citate sono l’acqua frizzante (bevanda n. 1), le tisane a base di piante come la menta, il finocchio o la verbena (bevanda n. 2), l’infuso di zenzero e limone (bevanda n. 6), il tè verde (bevanda n. 7) o il caffè (bevanda n. 10). Sceglila soprattutto in base ai tuoi gusti e a come la tolleri: una bevanda calda, non zuccherata e bevuta lentamente è spesso più gradevole di una bevanda ghiacciata o molto zuccherata.
Per digerire più serenamente, le indicazioni più utili riguardano soprattutto il pasto stesso: mangiare con calma, prendersi il tempo di masticare ed evitare di eccedere con i grassi. Se i fastidi si ripresentano spesso, chiedi il parere del medico.
Bevanda n. 1: l’acqua frizzante
Si dice spesso che quando si fatica a digerire, nulla vale un bicchiere d’acqua frizzante. Si tratta soprattutto di una reputazione: c’è chi apprezza le bollicine a fine pasto e chi invece si sente più gonfio. Le acque frizzanti, poi, sono spesso fortemente mineralizzate. Si pensi in particolare alle acque ricche di bicarbonato, come Saint-Yorre o Quézac, che per tradizione si bevono dopo un pasto abbondante. Vanno menzionate anche le acque ricche di magnesio, come Rozana o Badoit, spesso scelte da chi lamenta un intestino pigro: chiedi al medico o al farmacista se sono adatte a te. Altra precauzione: le acque ricche di sodio non sono raccomandate a chi soffre di ipertensione.
Bevanda n. 2: le tisane di piante

I rimedi della nonna hanno i loro estimatori: alcune tisane di piante si bevono per tradizione dopo i pasti. Ma attenzione, tutto dipende dalla scelta delle piante. La tradizione privilegia quelle a cui attribuisce virtù carminative ed eupeptiche. Si pensi quindi alla menta, al finocchio, all’anice, alla liquirizia, alla verbena o ancora al carciofo. A queste piante si attribuisce la capacità di calmare i crampi allo stomaco e i gonfiori, ma questi effetti non sono confermati. Bere una bevanda calda e senza zucchero, con calma a fine pasto, resta soprattutto un momento piacevole. Attenzione alla liquirizia in caso di ipertensione: chiedi consiglio al farmacista.
Bevanda n. 3: il nostro tè
Terza bevanda della selezione: il nostro immancabile tè. Si tratta di una miscela di piante essiccate e scorze di agrumi; eccone alcune, con i loro usi tradizionali:
- Il limone, apprezzato per la sua acidità e la sua nota fresca.
- L’ibisco, tradizionalmente utilizzato in Africa per preparare il bissap, per il suo colore rosso acceso e il suo gusto acidulo.
- La menta piperita, molto presente negli infusi di fine pasto e spesso citata in caso di gonfiori, senza che un effetto sia confermato.
- Il pompelmo, per il suo gusto amarognolo e la sua freschezza.
- L’anice verde, dal profumo dolce e leggermente zuccherino, usato da tempo in infuso dopo i pasti.
- L’arancia, che rende il blend più morbido.
La tua tazza della sera, dieci piante essiccate
- La menta piperita contribuisce alle funzioni digestive e l'anice verde aiuta a sostenere la digestione
- La gramigna regala la sua dolcezza, l'ibisco la sua nota acidula e l'olmaria il suo tocco floreale
- Il tiglio, invece, porta la sua nota dolce e floreale e aiuta la digestione
Bevanda n. 4: i succhi di verdura

Oltre a essere particolarmente di tendenza, i succhi di verdura sono un modo piacevole per portare più verdure nella propria giornata. Ma anche qui, tutto dipende dal metodo di preparazione e dalle verdure scelte. Quindi:
- È meglio preparare i succhi di verdura in casa piuttosto che acquistare quelli commerciali che, durante il processo di pastorizzazione, perdono una parte delle loro vitamine.
- È preferibile prepararli con il blender anziché con l’estrattore di succo: il blender conserva infatti le fibre contenute nelle verdure, che le raccomandazioni nutrizionali invitano a consumare ogni giorno.
- La scelta delle verdure è fondamentale, a cominciare dal gusto. La carota apporta dolcezza e carotenoidi; gli spinaci una nota verde; il sedano freschezza; e il carciofo un tocco amarognolo. A diverse di queste verdure si attribuiscono virtù digestive, ma nessuna è confermata per un succo.
Bevanda n. 5: la nostra bevanda da diluire
A volte la digestione è rallentata da un pasto troppo ricco di grassi, che richiedono più tempo per essere digeriti. Il nostro prodotto è una bevanda da diluire che contiene caffeina (cola, matcha e guarana). Non sostituisce un pasto più leggero e nessun effetto sulla digestione dei grassi è confermato. Si assume diluita in acqua, secondo le indicazioni della scheda prodotto (vedi anche il nostro articolo sui depurativi). Come per qualsiasi bevanda che contiene caffeina, chiedi il parere del medico o del farmacista se sei sensibile alla caffeina, se sei in gravidanza o se allatti.
Tè verde, guaranà e cola concentrati, una dose al giorno durante il pasto
- Il tè verde è presente nella formula
- Il guaranà aiuta a ridurre la stanchezza, la cola aiuta a sentirsi più energici
- Con il matcha, la foglia di tè verde intera
Bevanda n. 6: l’infuso allo zenzero e limone

Un’altra bevanda spesso citata dopo un pasto abbondante: un infuso a base di limone e zenzero. Come accennato in precedenza, il limone contiene naturalmente acido citrico, che gli dona la sua acidità, mentre lo zenzero porta una nota piccante. Quanto al rizoma di zenzero, è utilizzato da secoli in molte tradizioni. Le donne cinesi lo consumano in particolare durante la gravidanza, nel periodo delle nausee mattutine: parlane comunque con il medico o con l’ostetrica prima di farne un uso regolare. Le virtù digestive attribuite allo zenzero non sono confermate. Un infuso che unisce radice di zenzero, scorze e succo di limone e acqua calda resta quindi una bevanda profumata e senza zucchero, piacevole a fine pasto.
Bevanda n. 7: il tè verde
Un grande classico di fine pasto. Il tè verde, contiene catechine e tannini, che gli danno il suo gusto amarognolo. Gli si attribuisce un’azione sul fegato e sull’assorbimento dei grassi, ma questi effetti non sono confermati. Il rituale della tazza di tè verde al naturale o con un po’ di menta resta soprattutto un piacere per il palato a fine pasto. Contiene teina: se sei sensibile, evita di berlo la sera.
Bevanda n. 8: il kombucha

Una bevanda «esotica» e, in ogni caso, sempre più popolare. Che lo si ami o lo si detesti, il kombucha si è ormai conquistato un posto sugli scaffali. Si tratta di una bevanda fermentata, preparata a base di tè leggermente zuccherato in cui viene immersa e lasciata fermentare per diverse settimane una coltura di batteri e lieviti, spesso chiamata «madre». Dopo la fermentazione, il tè si trasforma in una bevanda delicatamente frizzante e acidula, che contiene microrganismi vivi. Se ne parla spesso a proposito dei probiotici, ma nessun effetto sulla digestione o sulla flora intestinale è confermato. Contiene anche un po’ di zucchero e talvolta tracce di alcol dovute alla fermentazione: in gravidanza, chiedi il parere del medico.
Bevanda n. 9: una tisana alle erbe
Hai capito: il consumo regolare di infusi fa parte dei rituali di fine pasto. In quest’ottica, una tisana alle erbe non fa eccezione: può contenere, tra l’altro, gramigna, una pianta usata per tradizione in tisana. Può contenere inoltre olmaria, una pianta utilizzata da secoli in fitoterapia. A queste piante si attribuiscono virtù depurative o lenitive per lo stomaco, ma nessun effetto è confermato. Una tazza di tisana dopo il pasto resta prima di tutto un momento di pausa, caldo e senza zucchero. L’olmaria contiene derivati salicilici: in caso di allergia all’aspirina o di terapie in corso, chiedi consiglio al farmacista.
Bevanda n. 10: il caffè

Pensavi davvero che ce ne dimenticassimo? Come non menzionare il caffè, la bevanda regina di fine pasto! Oltre al piacere gustativo, in molti gli riconoscono il merito di aiutare a digerire. Gli scienziati hanno studiato questa bevanda; ecco cosa se ne può ricavare:
- Al caffè si attribuisce un’azione sulle secrezioni dello stomaco, ma in alcune persone si accompagna invece a bruciori o reflusso acido.
- Il caffè (e soprattutto la caffeina che contiene) ha la fama di avere un leggero effetto lassativo; le reazioni variano molto da persona a persona.
- Si parla anche di effetti sulla flora intestinale, senza conclusioni certe a oggi.
- Infine, il caffè resta un eccitante: meglio limitarne il consumo, soprattutto la sera, e chiedere consiglio al medico in caso di disturbi digestivi.
Se l’espresso di fine pasto resta un rito così radicato, è perché sorseggiandolo si ha spesso l’impressione di digerire meglio, anche se è soprattutto una questione di abitudine e di piacere!
Domande frequenti
Cosa bere quando si ha mal di pancia?
Il mal di pancia può avere cause molto diverse: pasto troppo abbondante, stress, infezione, intolleranza alimentare… Nessuna bevanda lo cura. Una bevanda calda e non zuccherata, bevuta lentamente, è spesso più gradevole di una bevanda ghiacciata o frizzante. Se il dolore è intenso, dura più giorni o è accompagnato da febbre, vomito o sangue nelle feci, rivolgiti subito a un medico.
Qual è l’acqua migliore per la digestione?
Non esiste un’acqua «migliore» per digerire. La cosa più importante è bere con regolarità durante la giornata, e nella maggior parte dei casi l’acqua del rubinetto va benissimo. Le acque molto mineralizzate, ricche di bicarbonato, magnesio o sodio, non sono adatte a tutti, in particolare in caso di ipertensione o di dieta povera di sale: leggi l’etichetta e chiedi consiglio al medico.
Si può bere la coca-cola per digerire?
La cola è una bevanda zuccherata, gassata e acida, che contiene caffeina. La sua fama di rimedio contro l’indigestione nasce dalle abitudini di famiglia: nessun effetto sulla digestione è confermato, e sia lo zucchero sia le bollicine possono dare fastidio a uno stomaco sensibile. In caso di gastroenterite si raccomandano le soluzioni reidratanti vendute in farmacia; chiedi consiglio al farmacista.
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