Ecco una tendenza molto attuale, che si vede ovunque in questo momento: il cupping! Eppure questa tecnica non ha nulla di nuovo: veniva già utilizzata secoli fa, per cercare di lenire numerosi disturbi… Prima in Cina e nel bacino mediterraneo, poi in Europa, fino alla seconda guerra mondiale! Le ventose non sono quindi una novità. Eppure, la cupping therapy sta tornando prepotentemente alla ribalta. Di cosa si tratta, esattamente? Principio, diverse tecniche, usi sportivi, medici ed estetici, precauzioni da prendere e alternative da provare a casa: ecco tutto quello che c’è da sapere sul cupping.
Qual è il principio del cupping?
Il cupping, detto anche «cupping therapy», «hijama» o «tecnica delle ventose», è in realtà una tecnica di cura antica quanto il mondo — o quasi. Si tratta di una terapia millenaria, tradizionale della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), al pari dell’agopuntura. Si basa su un principio semplice: l’applicazione di ventose direttamente sulla pelle, su punti precisi del corpo, provocando un effetto di suzione (aspirazione).
Cupping: da dove viene la parola e come tradurla?
La parola cupping viene dall’inglese «cup», che indica una tazza o un bicchiere. Questo nome richiama la forma a campana delle ventose utilizzate. In italiano si parla quindi semplicemente di «tecnica delle ventose», o ancora di «cupping therapy». Che si usi il termine inglese o quello italiano, il principio resta lo stesso: posare delle ventose sulla pelle per creare un effetto di suzione. Questa pratica si declina poi in diversi metodi, a caldo o a freddo, a secco o a umido, presentati qui di seguito.
Esistono principalmente due tecniche di cupping:
- Il cupping a caldo: tradizionalmente si introduceva nella ventosa un elemento incandescente, come alcol, carta o erbe essiccate a cui si dava fuoco. Si creava così un vuoto all’interno della ventosa, generando una pressione negativa che attirava la pelle verso il fondo della campana. Oggi si utilizza una semplice fiamma.
- Il cupping a freddo: consiste semplicemente nell’aspirare l’aria presente nella ventosa (campana forata) per creare la suzione.
Si distingue inoltre:
- Il cupping umido: è un metodo simile al tradizionale salasso. Si praticano micro-graffi sull’epidermide, in zone ben specifiche del corpo. Si applicano poi le ventose per aspirare il sangue. Questa pratica deve essere eseguita esclusivamente da un professionista qualificato, in condizioni igieniche rigorose.
- Il cupping secco: è l’utilizzo più comune della tecnica del cupping, che prevede una semplice suzione della pelle.
Da precisare infine che le ventose utilizzate nel cupping possono essere realizzate in diversi materiali:
- Il vetro, il più comune
- Il bambù
- Il silicone
- La ceramica
Quali sono le applicazioni del cupping?

1- Applicazione sportiva
Il primo sportivo ad aver messo in evidenza la tecnica del cupping a fini di recupero è stato il nuotatore Michael Phelps, durante le Olimpiadi di Rio. Sulle sue spalle si potevano distinguere aloni rossi, tipici di una sessione di cupping. Secondo i suoi sostenitori, la tecnica permetterebbe diverse azioni, non tutte accertate:
- Un’azione antalgica, poiché l’aspirazione favorirebbe il rilascio di encefaline, un neurotrasmettitore che agirebbe come un antidolorifico naturale.
- Un’azione circolatoria e decongestionante, poiché la suzione delle ventose provocherebbe una vasodilatazione superficiale e una vasocostrizione profonda favorevoli alla microcircolazione. La pelle e i muscoli beneficerebbero così di un afflusso «nuovo» di ossigeno e nutrienti.
- Un’azione antinfiammatoria e decontratturante, poiché il distacco dei tessuti e l’afflusso di sangue permetterebbero il rilassamento muscolare e una riduzione delle tensioni.
Così, alcuni fisioterapisti e osteopati la integrano nelle loro sedute, a complemento di altre tecniche, per alcune tensioni muscolari o traumi minori.
2- Applicazione medica
Nella Medicina Tradizionale Cinese, il cupping è tradizionalmente proposto per numerosi disturbi, senza che la sua utilità sia stata accertata per la maggior parte di essi:
- Le patologie digestive, come i dolori viscerali, la stitichezza…
- Le cefalee e le emicranie, le nevralgie
- Le malattie respiratorie, come la tosse, l’asma, la bronchite, le allergie…
- Le patologie psichiche, come la depressione, la stanchezza, lo stress, l’ansia…
- Le malattie dermatologiche, come l’eczema, l’acne…
- Le malattie reumatiche, come l’artrite e la fibromialgia
I suoi sostenitori gli attribuiscono la capacità di migliorare il flusso sanguigno, procurare benessere e ridurre alcuni dolori. In caso di malattia, il cupping non sostituisce in alcun modo un parere né un trattamento medico.
Esistono numerosi studi sulla cupping therapy. Tuttavia molti sono stati invalidati e/o contestati, a causa della loro scarsa affidabilità metodologica. Una meta-analisi del 2012(1), che raccoglie 135 studi sul cupping, suggerisce tuttavia che questa terapia potrebbe presentare un interesse per il fuoco di Sant’Antonio, l’acne, i casi di paralisi facciale e la spondilosi cervicale. Queste piste restano da confermare: per qualsiasi questione di salute, chiedi il parere di un medico.
3- Applicazione estetica
Il cupping interessa anche il settore della bellezza e dell’estetica, soprattutto per contrastare l’aspetto della cellulite. Lo si vede talvolta associato al dimagrimento, senza che questo uso sia accertato.
- L’aspirazione mobilita la pelle e i tessuti, un gesto di massaggio apprezzato sulla cellulite incrostata.
- Questo massaggio procura anche una piacevole sensazione di leggerezza, apprezzata in caso di ritenzione idrica.
Così, il cupping potrebbe aiutare a contrastare l’aspetto buccia d’arancia della cellulite.
Quali precauzioni adottare con il cupping?

Prima di avvicinarsi al cupping, è meglio prendere alcune precauzioni. Se desideri beneficiare della cupping therapy, è preferibile rivolgerti a uno specialista della disciplina. Alcuni professionisti della salute sono in possesso di un certificato di idoneità rilasciato da un organismo riconosciuto, come l’International Cupping Therapy Association o l’Association Française de Soins par Ventouses. Altri terapisti sono affiliati all’Union Française des Professionnels de Médecine Traditionnelle Chinoise, anch’essa garanzia di qualità. Prima di tutto, informati sul professionista che ti seguirà.
Inoltre, le conseguenze di una sessione di cupping possono essere sorprendenti. Il cupping, per il suo effetto di suzione, lascia sull’epidermide aloni che vanno dal rosso al violaceo, molto particolari. Si tratta in realtà di ematomi, causati da un improvviso afflusso di sangue. Questi ematomi si riassorbono in tempi relativamente brevi (10 giorni), quando la tecnica è stata applicata correttamente. Bisogna però essere pronti a vedere la propria pelle segnata da «cerchi» colorati.
Inoltre, se soffri di una patologia cutanea o di fragilità venosa, è meglio evitare il cupping, particolarmente sconsigliato in questi casi specifici.
Quali sono le alternative al cupping?
Esistono alternative «casalinghe» al cupping. La ventosa anticellulite non è altro che una sorta di cupping. Il principio è lo stesso, con 2 differenze:
- La ventosa anticellulite è «mobile» sulla pelle, poiché è uno strumento utilizzato per il massaggio anticellulite. Le ventose del cupping, invece, rimangono posizionate su punti precisi del corpo.
- Il cupping prevede l’uso di più ventose, spesso in vetro.
Per quanto riguarda il contrasto dell’aspetto della cellulite, le due tecniche sono relativamente simili nel loro principio!
Quindi, se desideri concederti una piccola sessione ispirata al cupping, puoi benissimo armarti della nostra Ventosa Cellulite, del nostro Olio da Massaggio Anticellulite, e prenderti cura dei tuoi piccoli cuscinetti direttamente dal tuo bagno!
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Riferimenti
- 2012, Cao, Li, Liu, An Updated Review of the Efficacy of Cupping Therapy









