La cosmetotessile è una tecnologia nata in Francia alla fine degli anni ’90 che unisce, come suggerisce il nome, i trattamenti cosmetici e i prodotti tessili. I prodotti cosmetotessili sono anche chiamati «capi tecnici» o «tessuti intelligenti». Il BNITH, l’ente francese di normalizzazione dell’industria tessile e dell’abbigliamento, definisce la cosmetotessile come «un articolo tessile contenente una sostanza o una preparazione destinata a essere rilasciata in modo duraturo sulle diverse parti superficiali del corpo umano, in particolare sull’epidermide, e che rivendica una (o più) proprietà particolari come la pulizia, la profumazione, la modifica dell’aspetto, la protezione, il mantenimento in buono stato o la correzione degli odori corporei.»[1].
Se la cosmetotessile può quindi avere funzioni rinfrescanti, deodoranti o di protezione solare, questo articolo si concentra sulle proprietà di modifica dell’aspetto dei cosmetotessili, e in particolare sull’aspetto della pelle e sulla texture cutanea, anche in relazione alla cellulite. Troverete la definizione di cosmetotessile, il suo funzionamento, i suoi effetti in base agli attivi utilizzati e alcuni consigli per scegliere bene i vostri prodotti.
Cosmetotessile, cosmeto-tessile o tessuto cosmetico: di cosa parliamo?
A seconda delle fonti, si incontrano diverse diciture: «cosmetotessile», «cosmeto-tessile» o ancora «tessuto cosmetico». In genere indicano lo stesso tipo di prodotto: un articolo tessile che contiene attivi cosmetici destinati a essere rilasciati a contatto con la pelle.
Qualunque sia la dicitura, il riferimento resta la definizione del BNITH citata sopra.
Che cos’è la cosmetotessile?
Un prodotto definito «cosmetotessile» è quindi un articolo tessile, ovvero un indumento, che contiene nella sua struttura uno o più principi attivi destinati a essere applicati per diverse ore sullo strato superficiale della nostra pelle, l’epidermide.
Gli attivi che contengono possono essere di vario tipo. Nel caso che ci interessa, ovvero i cosmetotessili pensati per la texture della pelle, troviamo attivi cosmetici comuni nei trattamenti per il corpo come, ad esempio, la caffeina, il burro di karité, la mandorla dolce, le alghe, il tè verde, la vite rossa o ancora gli oli essenziali.
Diversi test e studi sono già stati condotti per documentare l’uso della cosmetotessile. Si possono citare in particolare i test effettuati dalla Dr.ssa Martine Cormary, flebologa-dermatologa, che hanno riguardato l’uso regolare di collant contenenti Cyclotella[2]. Si possono inoltre citare i test clinici condotti da un laboratorio indipendente ISO 9001 per lo shorty di Cellublue[3].
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Come funziona la cosmetotessile e quali sono i suoi effetti?
La cosmetotessile si basa su attivi già utilizzati nei trattamenti classici per il corpo, come creme, gel, maschere o lozioni. L’idea della cosmetotessile è associare questi attivi al tessuto. A tal fine, i laboratori hanno adattato i trattamenti in modo che possano essere incapsulati e fissati sulle fibre del tessuto o direttamente impregnati nel materiale.
Il principio della cosmetotessile grazie alle capsule

La cosmetotessile tramite capsule, detta anche «microincapsulazione», è il metodo più diffuso nel campo dei tessuti intelligenti. Consiste nel selezionare una o più sostanze attive e nell’isolarle dall’ambiente esterno integrandole in una capsula di polimero a forma sferica, comunemente chiamata «microcapsula»[4]. Questa tecnica di conservazione in capsule isolanti permette di preservare gli attivi scelti per poi diffonderli progressivamente. Le pareti delle capsule sono impermeabili e proteggono il trattamento che contengono dall’evaporazione, dall’ossidazione, dai raggi UV, dai prodotti chimici esterni e dall’umidità. Queste capsule sono fissate direttamente sulle fibre del capo e misurano in genere meno di 5 micrometri di diametro. Sono quindi invisibili a occhio nudo e possono essere presenti in numero elevatissimo. A seconda della densità del cosmetotessile, si contano tra 60 e 80 miliardi di microcapsule per centimetro quadrato[5]. Per garantire una buona distribuzione delle capsule sull’intero tessuto, quest’ultimo viene trattato con un prodotto fissante prima di essere immerso in un «bagno di capsule». In questo modo, le capsule possono fissarsi facilmente su tutto il tessuto. La microincapsulazione è la prima fase della cosmetotessile.
La seconda fase è chiamata «rilascio». Quando le capsule subiscono un impatto provocato dallo sfregamento del tessuto sulla pelle o da una pressione tra la pelle e il tessuto, le loro pareti si rompono e gli attivi cosmetici vengono liberati direttamente a contatto con l’epidermide. Per fare in modo che il rilascio avvenga nell’arco di più giorni, le capsule sono progettate in modo da non rompersi tutte nello stesso momento. Ciò è possibile grazie a due meccanismi:
- Punti di fissaggio diversi delle capsule sul tessuto: alcune capsule sono fissate in superficie sulle fibre tessili, altre si trovano all’interno delle fibre e altre ancora si collocano tra le fibre.
- Differenze di spessore nelle pareti delle capsule: in genere, lo spessore delle pareti delle microcapsule varia tra 2 e 40 micron. Le capsule con una parete di 2 micron si rompono molto facilmente, mentre quelle con una parete più spessa impiegheranno più tempo a rompersi e a rilasciare il loro contenuto.
Una volta che il contenuto delle capsule viene rilasciato a contatto con l’epidermide, gli attivi si depositano sulla pelle come un trattamento applicato nell’arco della giornata. La densità delle capsule e la loro impermeabilità permettono di lavare il capo fino a un massimo di 30 volte continuando a rilasciare attivi. Alcuni cosmetotessili possono essere «ricaricati» tramite spray o immergendoli in preparazioni liquide; tuttavia, la maggior parte dei cosmetotessili attualmente in commercio non può essere ricaricata una volta raggiunto il ciclo dei 30 lavaggi.
Gli effetti della cosmetotessile

I miliardi di capsule integrate nel tessuto rilasciano quindi progressivamente i loro attivi in modo meccanico a contatto con la pelle. I trattamenti sono a diretto contatto con l’epidermide e il tessuto esercita un leggero effetto massaggio. In pratica, è un po’ come se chi indossa il capo applicasse un trattamento sulla propria pelle per tutta la giornata.
A seconda degli attivi contenuti nelle microcapsule, i cosmetotessili possono avere caratteristiche diverse. Alcuni contengono oli vegetali come l’olio di mandorla dolce, di argan o di avocado, oppure burri (burro di karité, burro di mango…), generalmente scelti per le loro proprietà idratanti. I capi contenenti caffeina o tè verde sono generalmente associati a rivendicazioni di effetto snellente, mentre quelli contenenti alghe vengono presentati piuttosto come tonificanti e levigatori… In genere, i capi contengono una combinazione di diversi attivi per offrire un’azione il più completa possibile. È quindi essenziale scegliere bene i propri cosmetotessili in base alle proprie esigenze, leggendo attentamente l’elenco degli attivi presenti nelle microcapsule.
Per scegliere bene i propri cosmetotessili, bisogna quindi assicurarsi che gli attivi corrispondano alle proprie esigenze, ma occorre anche verificare la durata del tessuto (numero di lavaggi possibili).
Un altro aspetto da considerare è la forma del capo. I cosmetotessili esistono in diverse forme: legging, shorty, slip, fasce… e ognuna di queste forme copre zone precise del corpo. Ad esempio, le fasce coprono la pelle a livello dell’addome, della vita e dei fianchi, mentre gli shorty la coprono a livello delle cosce, della parte esterna delle cosce e dei glutei.
Poiché lo sfregamento o la pressione sulla pelle sono i fattori che fanno aprire le microcapsule, è del tutto possibile praticare attività sportiva indossando un capo cosmetotessile. È anche possibile indossare cosmetotessili di notte, ma occorre tenere presente che l’assenza di movimenti non consente al capo di rilasciare i suoi principi attivi in modo costante come durante il giorno.
Non è obbligatorio applicare trattamenti classici in aggiunta all’uso di un capo cosmetotessile: i principi attivi contenuti nelle microcapsule si depositano già sulla pelle. Tuttavia, se lo desiderate, non esitate ad abbinare l’uso di un cosmetotessile a una routine di trattamenti per il corpo, con un massaggio regolare.
Affinché gli attivi rilasciati dalle microcapsule si depositino sulla pelle, è importante che il tessuto sia a diretto contatto con l’epidermide. Si consiglia quindi di indossare biancheria intima il meno coprente possibile, in modo che il cosmetotessile copra la superficie più ampia possibile.
Chi può utilizzare la cosmetotessile?

Chiunque può indossare capi cosmetotessili nella vita di tutti i giorni. Esistono solo tre controindicazioni per questi cosmetotessili: non sono adatti ai bambini, in gravidanza o durante l’allattamento vanno utilizzati solo previo parere del medico, ed è bene verificare l’elenco degli attivi contenuti nel tessuto per evitare rischi di allergia.
Da ricordare
I cosmetotessili sono capi «intelligenti» che, grazie ai loro miliardi di microcapsule, depositano principi attivi cosmetici sulla pelle. La loro applicazione avviene per tutta la giornata, ed è questo che li distingue da un’applicazione classica di trattamenti. La varietà di forme e combinazioni di principi attivi contenuti nei capi permette di rispondere alle diverse esigenze: comfort, aspetto della pelle, texture della pelle… Tuttavia, non sostituiscono un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare, che restano la base.
[1] Fonte: Bureau de Normalisation des Industries Textiles et de l’Habillement (BNITH), marzo 2006
[2] Fonte: «Innovations» Presentazione di uno studio su tessuti impregnati di un principio attivo che riduce la ritenzione idrica. G. Gutierrez, K. Bendahou, M. Serrar, C. Saliba, M. Cormary.
[3] Fonte: test clinici condotti da un laboratorio indipendente ISO 9001 – cellublue.com
[4] Fonte: istituto francese del tessile e dell’abbigliamento
[5] Fonte: La cosmetotessile distilla principi attivi sulla pelle delle donne – Les Échos – 2005
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